
Nella seduta del 12 febbraio 2025 della Quinta Commissione, presieduta da Lorenza Patriarca (PD), è stata audita Lorenza Bravetta, direttrice del Mauto – Museo nazionale dell’Automobile di Torino, che ha preso recentemente in gestione il Centro Storico Fiat, di via Chiabrera 20, in un edificio liberty, oggetto di un vincolo monumentale, sede delle prime Officine Fiat.
Lo spazio ospita una quarantina di mezzi (tra i quali il trattore Fiat 702, l’autocarro 18BL e l’aereo G91) e un archivio di quasi 10 mila metri lineari, con materiali grafici, fotografici e donumentali di varia natura.
Abbiamo colto l’opportunità di allargare le nostre attività – ha spiegato Lorenza Bravetta – e abbiamo siglato un accordo quinquennale con il Gruppo Stellantis, con verifiche annuali, basato su un business plan che prevede il raggiungimento di una serie di obiettivi.
Sono previsti mostre, incontri con il pubblico, attività con le scuole, seminari, ecc. È stato inoltre avviato un lungo lavoro per censire e digitalizzare il patrimonio documentale, in collaborazione con Archivi di Stato e Scuola di Archivistica.
L’obiettivo – ha spiegato – è quello di trasformare il centro storico anche in un luogo di studi e ricerca.
Sono previste almeno due mostre all’anno, per valorizzare l’archivio. La prima, su Memoria e conflitti, è tuttora in corso. La seconda esposizione, in programma in autunno, sarà dedicata agli ex allievi della Fiat, in collaborazione con Nicola Annunziata.
Verrà coinvolta anche la Scuola Holden, per raccontare le storie contenute negli archivi.
È stato aperto un bookshop, gestito da Skira, Potrebbe essere aperta anche una caffetteria, in collaborazione con Vergnano. C’è pure l’ipotesi di allestire un’aula studio per studenti e studentesse liceali.
Nel dibattito in Commissione, Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha chiesto approfondimenti su prospettive future e collaborazione con grandi eventi, come le Nitto Atp Finals; Amalia Santiangeli (PD) su locali, archivio e biblioteca; Caterina Greco (PD) su comunicazione e promozione e collegamenti con i mezzi pubblici.
Enzo Liardo (Fratelli d’Italia) si è detto dispiaciuto che il Museo dell’Automobile si chiami Giovanni Agnelli e non più Biscaretti di Ruffia.
Lorenza Patriarca (PD) ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento degli ex allievi Fiat, che hanno fatto la storia dell’azienda e della città.
Nella replica, la direttrice Lorenza Bravetta ha evidenziato le criticità del Mauto relative a trasporti e parcheggi, con auto spesso vandalizzate. Abbiamo chiesto a Gtt di fare una fermata dell’autobus dedicata e di segnalare la presenza del Museo alla stazione della metro Lingotto – ha detto.
Massimiliano Quirico